Abstract

Questo articolo esplora la relazione complementare tra missione cristiana e interculturalità, proponendo un paradigma di missione interculturale che legge le sfide interculturali come segni dei tempi. L'autore sviluppa un'ermeneutica teologica interculturale che sottolinea il dialogo, la conversione e la fecondazione reciproca attraverso l'incontro con l'alterità. Basandosi sulla riflessione letteraria di Octavio Paz sul presente e sulla narrazione evangelica di Gesù e la donna sirofenicia (Marco 7,24-30), lo studio dimostra come gli autentici incontri interculturali rivelino nuove dimensioni del mistero di Dio e trasformino entrambi i partecipanti. La missione interculturale proposta opera dalle zone di frontiera come nuova geografia missionaria, enfatizzando la relazione piuttosto che il territorio, e cercando di generare forme alternative di convivenza nelle società complesse e pluralistiche. La metodologia integra testimonianza, dialogo e annuncio sviluppando una sapienza attraverso l'impegno con diversi sistemi di conoscenza culturali e scientifici. L'obiettivo finale è promuovere una convivenza interculturale che generi alternative di vita nel presente, favorendo atteggiamenti contemplativi che sperimentano Dio attraverso il dialogo con la diversità piuttosto che attraverso una spiritualità intimista.